Sintomatologia del “palato stretto”

Una delle patologie che più frequentemente si riscontra in quella a 6-8 anni è legata alla respirazione non corretta: raffreddori frequenti, otiti, mal di testa da sinusiti,

tosse secca stizzosa, allergie, respiro notturno rumoroso a causa di adenoidi ingrossate, possono essere le manifestazioni legate ad un palato “stretto”.

Avere un palato stretto vuol dire non avere tutto lo spazio per far “scendere” correttamente i denti permanenti: ecco perché è importante espandere il palato, per dare tutto lo spazio necessario ai denti permanenti.

Se tale ristrettezza è su base anatomica (ossea), e lo valuterà il dentista, non si potrà risolvere nemmeno con la rimozione delle adenoidi e delle tonsille.

Naturalmente non si deve generalizzare, ma molto spesso ci si trova di fronte a paziente già operati di adenoidi e/o tonsille che a distanza di tempo ripresentano la stessa sintomatologia di difficoltà respiratoria.  In quei casi non si è agito sulla causa del problema.

Ecco perché il lavoro di “squadra” fra il pediatra, l’otorinolaringoiatra ed il dentista diventa strategico e fondamentale. Al palato stretto si associano poi spesso funzioni anomale quali, ad esempio, la persistenza della deglutizione infantile e la “esse” interposta (sigmatismo). In tali casi, a volte, il primo trattamento proposto è la logopedia, ma lingua e labbra non potranno mai essere addestrate adeguatamente e riprendere a funzionare correttamente in presenza di ossa mascellari non armonizzate.

Anche in questo caso sarà sempre il dentista a decidere se è prima necessario “l’apparecchio” o consigliare la visita ed il trattamento logopedico in prima istanza.